Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale: contributi fino al 90%
La Regione Sardegna ha indetto uno dei bandi più importanti degli ultimi anni per sostenere la trasformazione digitale delle imprese locali. Il bando “Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale”, con una dotazione complessiva di oltre 22 milioni di euro, è un’opportunità concreta per investire in tecnologie e competenze digitali, riducendo in modo significativo i costi a carico dell’impresa.
Vediamo nel dettaglio come funziona.
A chi è rivolto
Il bando è destinato alle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) con sede operativa in Sardegna. Sono inclusi anche i liberi professionisti e le start-up, purché rientrino nei parametri dimensionali previsti dalla normativa europea.
Possono beneficiare degli aiuti aziende già strutturate e realtà più tradizionali che vogliono compiere un primo passo concreto verso la digitalizzazione dei propri processi. L’investimento deve essere realizzato in Sardegna, anche nel caso di imprese con sedi multiple. Ogni impresa può presentare una sola domanda.
Piano di Digitalizzazione: cos’è e perché è necessario
Un aspetto fondamentale da conoscere nella partecipazione a questo bando è la necessità di un Piano di Digitalizzazione (PdD). Ogni impresa, infatti, deve presentare un vero e proprio progetto strategico che descriva:
- la situazione digitale di partenza dell’impresa
- le criticità da superare
- le tecnologie che verranno introdotte
- i risultati concreti che si vogliono raggiungere
Il piano serve a dimostrare che l’investimento è coerente con gli obiettivi aziendali e con la strategia regionale di innovazione. Il bando punta infatti a rafforzare la competitività delle imprese, migliorando automazione, gestione dei dati, sicurezza informatica, integrazione dei sistemi e, in molti casi, anche l’uso dell’intelligenza artificiale.
Senza un Piano di Digitalizzazione solido e ben argomentato, la domanda rischia di non superare la fase di valutazione.
Spese ammissibili
Il bando “Aiuti alle MPMI sarde” copre un’ampia gamma di costi legati alla transizione digitale. In particolare sono ammesse:
- spese per macchinari, hardware e attrezzature digitali
- software, licenze, piattaforme, siti web e sistemi gestionali
- servizi di consulenza per innovazione, digitalizzazione e formazione
- assessment digitale, obbligatorio nella fase finale del progetto
- costi del personale interno, riconosciuti in modo forfettario
- spese generali, anch’esse calcolate forfettariamente
Nota bene: le consulenze devono rappresentare almeno il 25% degli investimenti produttivi.

L’agevolazione nel dettaglio
Il contributo a fondo perduto concesso da “Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale” copre fino al 70% delle spese ammissibili. L’importo del progetto deve essere compreso tra 50.000 e 200.000 euro.
L’impresa può scegliere tra due regimi:
- De Minimis, con contributo base del 70%, incrementabile fino al 90%;
- GBER, con percentuali variabili in base alla dimensione dell’impresa e al tipo di spesa, ma senza premialità.
La scelta del regime è strategica e va valutata attentamente prima di presentare la domanda.
Premialità: come aumentare la percentuale di contributo
Le imprese che scelgono il regime De Minimis possono ottenere delle premialità che aumentano l’intensità del contributo fino a 20 punti percentuale in più.
Tra i fattori premianti troviamo, ad esempio, la presenza di un assessment digitale iniziale, investimenti in cybersecurity, utilizzo dell’intelligenza artificiale, formazione del personale, possesso di rating di legalità o certificazioni legate alla sostenibilità sociale e ambientale.
Le premialità sono cumulabili e possono far salire il contributo fino al 90%.
Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale: come presentare domanda
Le domande di agevolazione possono essere inviate ufficialmente a partire dal 2 marzo 2026 tramite il portale regionale dedicato. La documentazione deve essere completa e firmata digitalmente.
Come la maggior parte dei bandi, anche “Aiuti alle MPMI sarde per la transizione digitale” segue una procedura valutativa a sportello: questo significa che le domande vengono esaminate in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. Essere tra le prime imprese a presentare domanda, è fondamentale.
Affrontare un bando così strutturato senza supporto specialistico potrebbe compromettere l’esito della richiesta. Ecco perché sportelloimprese.com affianca le imprese in ogni fase del percorso, dall’analisi preliminare di ammissibilità, alla costruzione del Piano di Digitalizzazione, fino all’inoltro della domanda.
Il nostro obiettivo per gli imprenditori è massimizzare il contributo ottenibile e ridurre il rischio di esclusione. Scopri di più su Sportello Imprese navigando nel sito, oppure inizia con una consulenza online con un nostro specialista cliccando il bottone giallo qui sotto.