Credito d’Imposta ZES Unica 2026–2028
Il Credito d’Imposta ZES Unica 2026–2028 rappresenta una delle principali misure di sostegno agli investimenti produttivi nel Sud Italia. L’obiettivo dell’agevolazione è incentivare lo sviluppo economico delle aree del Mezzogiorno, favorendo nuovi progetti imprenditoriali, l’ammodernamento delle strutture produttive e l’attrazione di capitali sul territorio.
L’incentivo sostiene gli investimenti realizzati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028, offrendo alle imprese un contributo fiscale significativo sotto forma di credito d’imposta.
Continua a leggere per capire chi può beneficiarne, quali investimenti sono ammessi, come funziona il credito e come presentare domanda.
A chi è rivolto
Il credito d’imposta ZES Unica è destinato alle imprese che effettuano investimenti produttivi nelle regioni comprese nella ZES del Mezzogiorno. In particolare:
- Sardegna
- Sicilia
- Calabria
- Campania
- Puglia
- Basilicata
- Molise
- Abruzzo
- Marche
- Umbria
Requisiti soggettivi
Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione e forma giuridica, comprese società di capitali, società di persone, imprese individuali e altri soggetti titolari di attività economiche. La normativa non limita l’accesso in base al regime contabile o alla struttura organizzativa, purché l’impresa realizzi un investimento conforme ai requisiti previsti.
Per poter beneficiare dell’incentivo, le imprese devono inoltre trovarsi in una situazione economico-finanziaria regolare. Non possono accedere alla misura le aziende in stato di liquidazione o scioglimento, né quelle considerate “imprese in difficoltà” secondo la normativa europea sugli aiuti di Stato.
Settori esclusi
Sono esclusi dalle agevolazioni della ZES Unica alcuni settori considerati sensibili o soggetti a specifiche regole europee sugli aiuti di Stato. Tra questi:
- l’industria siderurgica
- il settore carbonifero e della lignite
- produzione e distribuzione di energia e le relative infrastrutture energetiche
- banda larga e i settori creditizio, finanziario e assicurativo.
Anche il settore dei trasporti è generalmente escluso, con l’eccezione delle attività di magazzinaggio, supporto ai trasporti e relative infrastrutture.

Investimenti ammissibili
Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, nell’ambito di un progetto di investimento iniziale. Gli investimenti devono essere compresi tra un minimo di 200 mila euro e un massimo di 100 milioni di euro.
Rientrano nell’agevolazione:
- Acquisto (anche tramite leasing) di macchinari, impianti e attrezzature nuove;
- Acquisto di terreni;
- Acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali destinati all’attività d’impresa.
Nota bene: il valore di terreni e fabbricati non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.
L’agevolazione nel dettaglio
Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura massima di aiuto consentita dalla Carta degli Aiuti a finalità regionale. Per la Regione Sardegna, ad esempio, l’intensità dell’agevolazione è così ripartita:
- 50% per le piccole imprese
- 40% per le medie imprese
- 30% per le grandi imprese
Per l’area del Sulcis la percentuale può salire fino al 60%.
Per ciascuna annualità del periodo 2026–2028 è prevista una specifica finestra temporale di accesso all’agevolazione. Per l’anno 2026, ad esempio, il credito è calcolato sugli investimenti realizzati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dello stesso anno.
Come utilizzare il credito d’imposta
Il credito d’imposta riconosciuto dalla ZES Unica può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24. L’agevolazione è inoltre cumulabile con altre forme di sostegno pubblico, come gli aiuti “de minimis” o altri aiuti di Stato, purché il cumulo non comporti il superamento delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea. È inoltre possibile cumulare il credito con altre misure agevolative che non costituiscono aiuti di Stato, nei limiti delle spese effettivamente sostenute.
ZES Unica: come richiedere il credito d’imposta
Per ottenere il credito d’imposta ZES Unica, le imprese devono presentare una specifica comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate utilizzando il modello approvato dall’amministrazione finanziaria.
Per l’annualità 2026, la finestra di presentazione delle domande è prevista tra il 31 marzo e il 30 maggio. Durante questo periodo le imprese devono trasmettere la comunicazione contenente i dati relativi al progetto di investimento e all’ammontare delle spese sostenute o previste.
Una volta raccolte tutte le richieste, l’Agenzia delle Entrate verifica la disponibilità delle risorse e comunica ai richiedenti l’importo del credito effettivamente spettante.
Perché scegliere il supporto di Sportello Imprese
La procedura di accesso al credito d’imposta richiede una valutazione tecnica accurata del progetto di investimento, la verifica dei requisiti previsti dalla normativa e la corretta compilazione della comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate entro le scadenze stabilite.
In questo contesto, affidarsi a professionisti esperti può fare la differenza tra una pratica accolta con successo e una richiesta che rischia di non ottenere il beneficio atteso. Il team di Sportello Imprese affianca le aziende in tutte le fasi del processo: dalla verifica preliminare dei requisiti alla definizione del progetto di investimento, fino alla predisposizione e all’invio della domanda.
Se stai valutando di realizzare un investimento nelle regioni della ZES Unica e vuoi capire se la tua impresa può accedere al credito d’Imposta, il primo passo è verificare la presenza di tutti i requisiti richiesti dalla normativa.
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